venerdì 1 dicembre 2017

Colori Primari : Rosso

ROSSO
Sesso, sangue e fuoco, sono i simboli più rappresentativi di questo colore primario che rappresenta il dinamismo ed il tempo presente (il giallo è il futuro mentre il blu il passato). Ha la massima lunghezza d’onda e la minima energia di tutta la luce visibile ed è per questo che si ipotizza sia il primo colore percepito dai neonati.
Il vocabolo “rosso” è sicuramente uno dei più vecchi in quanto sembra che la prima percezione dei colori degli uomini sia stata associata al corpo: il sangue e le escrezioni corporee furono tra le prime cose alle quali si attribuì un nome.
Il rosso è colore dell’amore, dell’eros e può dare una sensazione forte, calda e protettiva, ma anche molta eccitazione ed infatti è in grado di intensificarsi sino a diventare doloroso e di accelerare le funzioni cardiache e respiratorie. La sua connessione con il sangue e il fuoco si palesa in espressioni come “ho visto rosso”, “mi bolle il sangue nelle vene” e “ho preso fuoco”, usate per designare la stessa condizione emotiva: l’ira.
Differentemente dal giallo, che si irradia, e dall’azzurro, che si racchiude, il rosso si colloca a metà strada; è costante, invade lo spazio uniformemente. Indica inoltre voglia di vincere, impulso, vita, energia, rivoluzione, azione, lotta, competizione, esplosione, furore, violenza, aggressività e sicurezza di sé.
È associato all’allarme, dal semaforo agli stop, alle luci che lampeggiano a segnalare qualche cosa di urgente.
Il rosso-fuoco, richiama calore, protezione, possibilità di resistere alle intemperie, ma pure un aspetto spirituale e trasmutativo. Si pensi al lavoro alchemico che si fondava sull’azione del fuoco, o ai riti officiati che prevedono la fiamma purificatrice ed illuminante del fuoco. In questo contesto il rosso-fuoco diviene archetipo dello spirito, del significato che il sé ricerca, e della trasformazione personale.
Kandinsky, legò il rosso alla figura geometrica del quadrato che, meglio di qualunque altra, rappresenta la stabilità e l’equilibrio di un colore che racchiude in sé la forza centripeta e quella centrifuga. Alcuni studi sperimentali hanno evidenziato le capacità quasi ipnotiche di questo colore; posti davanti ad un muro rosso, i soggetti spesso ne erano soggiogati, dominati, mentre altri si sentivano incitati, istigati.
A parte la cultura giapponese, che nella poesia lo celebra come il colore della femminilità, il mondo ha sempre legato il rosso ad entrambi i sessi. In compenso, è percentualmente il colore preferito dalle donne. Il rosso femminile è il colore dell’anima, della libido, del cuore, della scienza e della conoscenza esoterica.
Il rosso maschile è il colore della forza vitale, dell’ardore, della bellezza, dell’impulsività ed è anche il colore guerriero per eccellenza. Difatti, i guerrieri hanno sempre utilizzato la potenza e l’aggressività del rosso sugli indumenti, sulle armi e sui tatuaggi.
Il rosso porpora, a causa della difficoltà dell’estrazione della tinta dai molluschi, divenne ben presto il simbolo della ricchezza, al punto che, ancora oggi, esso viene riservato alle caste sociali più elevate; lo ritroviamo quindi nei paramenti delle incoronazioni regali, nel manto dei cardinali e nella mantellina del Papa.
Paradossalmente, il rosso è sempre stato demonizzato dalla Chiesa, perché considerato il colore della violenza e della distruzione; anche bruciare una strega aveva a che fare con il simbolismo distruttivo (seppur purificante) del rosso e, sempre per lo stesso motivo, nel Medioevo gli abiti dei carnefici e dei condannati a morte erano scarlatti. Ma l’ostracismo della Chiesa nei confronti di questo colore nasceva soprattutto dalla sua forte componente erotica, ovviamente considerata perniciosa; la Dea Madre
diventa così la “Meretrice di Babilonia”, per apparire nell’Apocalisse di Giovanni “bardata di porpora e scarlatto” e “traboccante dei nauseabondi orrori e della sporcizia delle sue oscenità”. Può suggerire quindi anche il lato oscuro, il rosso del fuoco degli inferi, il diavolo e tutte le pulsioni ed i segni considerati diabolici (si pensi alle macchie rosse dette voglie di vino, o ai capelli rossi che in passato venivano considerati sicuro indizio di stregoneria).
L’ampio spettro dei toni del rosso permette una “mappatura” degli stati emotivi che questo colore riesce a produrre: il porpora infonde un timore reverenziale, allo scarlatto si associa la furia creatrice-distruttiva, mentre il carminio suggerisce sentimenti di passione amorosa, il rosso intenso del sangue, invece, nasconde una inquietante ambivalenza: contenuto, è il succo della vita, versato, significa morte.

(Storia e teoria del colore, Università di Ferrara, www.unife.it)

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